Archiviazione su Cloud

L’archiviazione su Cloud di file, foto, video, e-mail e tanto altro è qualcosa di cui non possiamo più fare a meno. Viviamo sempre più circondati da dispositivi di ogni tipo, dal computer fisso, a quelli portatili, dai tablet agli smartphone, ma vogliamo avere a disposizione qualsiasi file in ogni momento.
La logica che sta dietro all’archiviazione online (anche detta su Cloud, appunto) è molto semplice: un’azienda si offre di custodire i nostri dati nei loro server e, tramite internet, ci permette di recuperarli da qualsiasi dispositivo.
Facciamo un piccolo esempio pratico: avete salvato sul vostro PC una foto che avete scattato con la macchina fotografica. Il giorno dopo incontrate i vostri amici e vorreste proprio mostrargli quella foto. Se l’avete salvata su cloud, vi basterà accendere lo smartphone, cercarla nell’app dedicata e il gioco è fatto.
Gli operatori che forniscono questi servizi di archiviazione sono moltissimi, ma i più diffusi sono sicuramente Google, con Drive, Microsoft, con OneDrive e Apple, con iCloud.
Ognuno di questi servizi ha una versione gratuita con uno spazio a disposizione piuttosto ridotto, come vedremo, ma si può sempre fare un abbonamento per ottenerne di più. Anche i servizi di base sono gli stessi per tutte e tre le piattaforme.
Prendiamo Google drive ad esempio. Qual è la sua offerta? Quali sono i suoi pregi e difetti? La grande fortuna di quest’azienda è avere una grande infrastruttura a cui fare riferimento. Google Drive è integrato con Gmail, con il sistema operativo Chrome OS installato su alcuni portatili e con tanto altro ancora.
Drive consente, infatti, di inviare allegati pesanti per e-mail che superano anche i 25 MB in maniera semplicissima: basta solo trascinare i file che verranno automaticamente convertiti in link di Google Drive. Poi, permette di creare anche delle cartelle condivise con altri utenti (sia GMail che non) e di lavorare contemporaneamente sugli stessi file assieme a colleghi e amici. L’implementazione delle applicazioni di produttività come “Documenti Google” o”Presentazioni Google” colma il gap che questo servizio aveva con il concorrente di casa Microsoft.
L’offerta base include 15 GB gratuiti per ogni account, ma esistono proposte che vanno da 20 euro l’anno per 100 GB a super-piani come quello di 30 TB per 300 euro al mese. Insomma,qualsiasi sia il bisogno dell’utente, Drive ha un’offerta dedicata.
OneDrive, invece, è un servizio che sta prendendo piede negli ultimi anni, soprattutto da quando Microsoft ha deciso di implementare la funzione di backup automatico in tutti i computer con Windows 10. Infatti, chi possiede un PC con questo sistema operativo, noterà che dal primo avvio, dopo la configurazione iniziale, tutti i suoi file vengono spediti sul cloud.
Sincronizzazione e possibilità di backup sono i punti forti di OneDrive. Un ulteriore vantaggio è l’integrazione con Office: le versioni più recenti dei famosi programmi (Word, Power Point, ecc…)salvano automaticamente online le modifiche e i file possono essere recuperati quanto si desidera.
Il punto debole è forse l’offerta base che include solo 5 GB di spazio gratuito. Anche qui si può sottoscrivere un abbonamento che a 25 euro l’anno fornisce 50 GB.
Anche se può sembrare poco conveniente contro le proposte di Google, Microsoft fa la differenza con i due piani, uno da 70 e uno da 100 euro l’anno, che includono anche un abbonamento a Office oltre a 1 o 6 TB di spazio di archiviazione condivisibili con il gruppo famiglia.
Concludendo, citiamo anche il caso di iCloud. Casa Apple ovviamente non poteva farsi mancare la sua app in questo settore.
Come tutta la line-up della marca, iCloud è pensato specialmente per gli utenti di Mac, MacBook, iPhone e iPad. Il punto forte, dunque, è ancora una volta l’integrazione che il provider fa di tutti questi dispositivi. Gli utenti fedeli sicuramente hanno già sperimentato questi vantaggi possedendo anche solo uno o due di questi prodotti.
Da notare il servizio di backup dedicato particolarmente efficiente e funzionale.
Anche qui l’offerta base si ferma solamente a 5 GB gratuiti, ma gli upgrade sono piuttosto accessibili: 1 euro al mese per 50 GB, 3 euro per 200 GB e 10 per 2 TB. Gli ultimi due piani sono anche condivisibili con altri utenti del gruppo famiglia.
Insomma, la chiusura del sistema Apple la ripaga con prezzi piuttosto bassi e accessibili che fanno gola agli utenti Microsoft e Google.
Dunque, diversi servizi, ma sempre la stessa filosofia: dare la possibilità agli utenti di essere liberi di gestire le informazioni come vogliono e con chi vogliono. Ogni azienda ormai si affida a questi o a propri sistemi di archiviazione in cloud per poter lavorare in collaborazione. Ogni privato li utilizza per avere sempre a disposizione quello che gli occorre.
In conclusione, ribadiamo come spesso avere anche solo delle copie di backup dei propri file online sia una misura di sicurezza importantissima per evitare spiacevoli sorprese nel caso in cui un dispositivo si danneggiasse. In un mondo sempre più interconnesso, anche i nostri dati hanno bisogno di avere degli appigli nell’etere, nel cloud.
In un prossimo articolo vedremo come sfruttare il cloud, in particolare OneDrive con la sua interfaccia a cartelle su Windows per avere i dati dei nostri software gestionali sempre con noi.

Comprare la Scheda Madre per il mio PC

Volete assemblare un PC tutto vostro? Perfetto, bisogna sempre iniziare dalla scheda madre, dove possiamo montare tutto. Ma qual’è la scheda madre che dobbiamo comprare? Ecco qualche consiglio: Micro ATX, Mini ATX o ATX? Che significano? Generalmente, indicano la dimensione della scheda madre, ma soprattutto il suo standard nella composizione e la posizione dei chip e dei pezzi. Prima di partire alla ricerca di una scheda madre perciò, controllate quanto grande deve essere il vostro PC. Una soluzione di ogni giorno va alle semplici ATX, nella loro dimensione media. Personalmente per computer su cui lavoro preferisco assemblare schede Mini ATX, mentre se devo preparare un PC per il gaming che deve ospitare delle ingombranti schede video preferisco quelle ATX.
Cos’è il “Socket”? In parole molto povere, indica il tipo di alloggiamento sul quale il processore può essere installato nel vostro PC, e come tale deve essere compatibile. Ad esempio se avete in mente di comprare un processore Intel Core i5 è probabile che questo avrà un Socket 1156 ( in alcuni casi chiamato H ). I processori AMD vengono spesso nominati con AM2, AM2+ e AM3, anche se bisogna dire che sono parecchio intercambiabili. La differenza sostanziale è che l’AM3 è compatibile con gli ultimi tipi di memoria. Insomma, per farla breve, controllate sempre che Socket richiede il processore prima di procedere.
Cos’è il “Chipset”? Questo costituisce il cuore della vostra piastra madre ed è naturalmente cruciale per le prestazioni del sistema. Il Chipset è essenzialmente diviso in due “bridge” o ponti. Il Northbridge che si occupa della miglior comunicazione possibile fra CPU, RAM e scheda video. Bisogna dire che tutti gli ultimi processori comunque hanno un sacco di ottimizzazioni che eliminano la necessità di un Northbridge molto potente. Il Southbridge invece si occupa di fornirci il supporto PCI-E, SATA ed USB 3. Generalmente, ogni scheda madre offre diverse caratteristiche e vantaggi, perciò controllate bene quale vi sembra più comoda per le vostre esigenze.
Le varie caratteristiche, contano? A volte si tratta anche di unire gli stessi pezzi di una stessa classe per ottenere risultati ottimali ( Schede video Nvidia in schede madri Asus ) ma generalmente si parla sempre delle caratteristiche che rientrano nelle vostre preferenze. Controllate sempre che la piastra madre abbia un sufficiente numero di porte SATA, se è compatibile con certi tipi di comunicazioni PCI-E, e se ha un numero sufficiente di porte USB integrate. Sono tutte le piccole cose che, in fondo, contano.