Comprare la Scheda Madre per il mio PC

Volete assemblare un PC tutto vostro? Perfetto, bisogna sempre iniziare dalla scheda madre, dove possiamo montare tutto. Ma qual’è la scheda madre che dobbiamo comprare? Ecco qualche consiglio: Micro ATX, Mini ATX o ATX? Che significano? Generalmente, indicano la dimensione della scheda madre, ma soprattutto il suo standard nella composizione e la posizione dei chip e dei pezzi. Prima di partire alla ricerca di una scheda madre perciò, controllate quanto grande deve essere il vostro PC. Una soluzione di ogni giorno va alle semplici ATX, nella loro dimensione media. Personalmente per computer su cui lavoro preferisco assemblare schede Mini ATX, mentre se devo preparare un PC per il gaming che deve ospitare delle ingombranti schede video preferisco quelle ATX.
Cos’è il “Socket”? In parole molto povere, indica il tipo di alloggiamento sul quale il processore può essere installato nel vostro PC, e come tale deve essere compatibile. Ad esempio se avete in mente di comprare un processore Intel Core i5 è probabile che questo avrà un Socket 1156 ( in alcuni casi chiamato H ). I processori AMD vengono spesso nominati con AM2, AM2+ e AM3, anche se bisogna dire che sono parecchio intercambiabili. La differenza sostanziale è che l’AM3 è compatibile con gli ultimi tipi di memoria. Insomma, per farla breve, controllate sempre che Socket richiede il processore prima di procedere.
Cos’è il “Chipset”? Questo costituisce il cuore della vostra piastra madre ed è naturalmente cruciale per le prestazioni del sistema. Il Chipset è essenzialmente diviso in due “bridge” o ponti. Il Northbridge che si occupa della miglior comunicazione possibile fra CPU, RAM e scheda video. Bisogna dire che tutti gli ultimi processori comunque hanno un sacco di ottimizzazioni che eliminano la necessità di un Northbridge molto potente. Il Southbridge invece si occupa di fornirci il supporto PCI-E, SATA ed USB 3. Generalmente, ogni scheda madre offre diverse caratteristiche e vantaggi, perciò controllate bene quale vi sembra più comoda per le vostre esigenze.
Le varie caratteristiche, contano? A volte si tratta anche di unire gli stessi pezzi di una stessa classe per ottenere risultati ottimali ( Schede video Nvidia in schede madri Asus ) ma generalmente si parla sempre delle caratteristiche che rientrano nelle vostre preferenze. Controllate sempre che la piastra madre abbia un sufficiente numero di porte SATA, se è compatibile con certi tipi di comunicazioni PCI-E, e se ha un numero sufficiente di porte USB integrate. Sono tutte le piccole cose che, in fondo, contano.

Come Proteggersi dai Furti di Dati Mentre Ricaricate lo Smartphone

Il vostro smartphone si sta scaricando, ma notate un piccolo posto di cortesia dove si può connettere il vostro dispositivo per ricaricarlo. Subito dopo succede la disgrazia, tutti i vostri account sono violati e i dati personali contenuti nel vostro smartphone sono finiti in rete. Come può essere successo? Semplice, siete appena caduti vittima di un furto di dati attraverso una semplice comunicazione USB. Vediamo cosa fare per evitare che ciò accada di nuovo.
Procuratevi un cavetto USB che non ha comunicazione dati. Ce ne sono in giro, sono specialmente quelli che vengono dati insieme ai Power Bank. Se volete avere una prova in più, connettete lo smartphone al vostro PC con quel cavo USB: se notate che il dispositivo non appare nel sistema senza nemmeno un messaggio di errore, allora tutto quello che si limita a fare è prendere energia dalla porta USB. Potete usare quel cavetto tranquillamente.
Tenete d’occhio le autorizzazioni. Molti smartphone da qualche anno utilizzano un sistema di autorizzazioni che sono fondamentalmente diverse, ma che possono darci una solida mano per evitare che inaspettati intrusi rubino i dati contenuti nella memoria.

  • Molti dispositivi hanno una schermata di blocco con password o riconoscimento di impronte, non aprono la memoria a meno che non venga soddisfatto prima quel passaggio. Perciò, se volete ricaricare solo la batteria del cellulare non disturbatevi ad inserire il PIN o a superare il controllo delle impronte digitali.
  • Se dovete usarlo mentre fate la ricarica, c’è la possibilità che apparirà un messaggio, questo vi chiederà l’autorizzazione all’uso o all’accesso del dispositivo. Negatelo! Se state vedendo quell’avviso è probabile che il luogo è connesso ad un PC che può potenzialmente estrarre i vostri dati. Questo può essere comunque possibile per diversi fattori, a scanso di equivoci negate sempre l’accesso.

Usate un Power Bank. Certo, sempre per ricaricare lo smartphone, ma c’è una sostanziale differenza: se non dovete usare immediatamente il dispositivo, connettete semplicemente il vostro Power Bank. Quando quest’ultimo è carico, connettetelo al vostro cellulare. Avete così evitato completamente il rischio di connettervi con lo smartphone.
Una nota di protezione aggiuntiva: ricordatevi di tenere sempre disattivate le funzioni di debug USB e le installazioni da origini sconosciute nelle impostazioni del vostro smartphone Android. Potete trovare queste funzioni sotto le “Opzioni Sviluppatore”, se attive.

SQL Server Anche su Linux

Il famoso SQL Server di Microsoft è stato portato anche su piattaforme Linux. Questa è una ulteriore mossa strategica di Microsoft per affacciarsi sul mondo opensource.
Per me è stata una gran notizia appena l’ho sentita, per anni ho pensato di dare uno spazio dati su internet per connetterci i miei software gestionali, ma purtroppo i costi erano esorbitanti ed il progetto si è vanificato nel nulla. Avevo perfino pensato di creare un provider OleDB per prendere i dati da MySQL ( progetto all’80% terminato ), in questo modo avrei potuto utilizzare un server Linux ed un DBMS opensource, anche questo progetto ha trovato delle difficoltà nel gestire i dati Blob e Memo con l’uso di troppa memoria.
Installare SQL Server su un server Linux munito di Debian è semplicissimo, il pacchetto sarebbe destinato ad Ubuntu 16.04 server, ma ho visto che anche su una Jessie funziona bene ( pare che Microsoft stiamo sviluppando già un pacchetto apposito anche per quest’ultima distribuzione ). Trovate tutte le informazioni ed i pacchetti di installazione sul sito Microsoft.
Il server ha bisogno di circa 3-4 GB di spazio su disco e altrettanti di RAM per funzionare. Ho già fatto i primi test sulla velocità di esecuzione delle query ed il rilascio dei dati in remoto su protocollo tcp-ip, devo dire che sono ottimi. Ora sto testando la gestione di grandi quantità di dati, andiamo dalle 12.000 alle 250.000 rows per tabella ed ho visto che la velocità di scaricamento dei dati è ottima. Per fare questi test sto utilizzando una macchina virtuale in cloud con 4 GB di RAM e 20 GB di spazio su disco SSD, con una CPU e due core a 2.4 Ghz. Devo dire che il consumo maggiore è ovviamente di RAM, la CPU viene utilizzata ben poco. Il tutto mi costa circa 8 euro al mese. Quando andremo in fase di produzione affitterò un server maggiore, penso all’inizio con 8GB di RAM, poi crescendo in base alle esigenze. Credo che con circa 20 euro al mese riuscirò ad ospitare una ventina di database e permettere di lavorare con ottima velocità ( questo tipo di test devono essere ancora fatti ). Con una macchina virtuale munita di Windows Server e SQL Server Standard avrei dovuto spendere almeno 5 volte tanto.
Ora dovrò continuare i test e vedere se il tutto risulterà affidabile, spero proprio di si ed in questo caso inizieremo ad affittare uno spazio dati su internet per raccogliere i dati attraverso i miei software gestionali, perché per lavorare sul cloud non si deve per forza utilizzare le pagine web poco maneggevoli, ma veri e propri software con tutti i benefici di utilizzo.

Cambiare Icona Hard Disk MacOS

Avete molti hard disk connessi nel vostro Mac? Chissà che confusione! Hanno tutti la stessa icona! Per fortuna è possibile modificarla per distinguerli facilmente.
Per prima cosa, vediamo come trovare delle icone adatte per il drive che vogliamo personalizzare. Fate sempre caso che questa modifica avrà effetto globalmente sul disco, cioè in ogni Mac verrà visualizzata sempre la stessa icona personalizzata. Il formato deve essere 512×512 pixel nel formato ICNS.
Potete convertire le immagini PNG e di altro tipo in ICNS con questo utile convertitore online ( https://iconverticons.com/online/ ).

Scaricate le icone che desiderate. Scegliete quella che più vi piace e cliccate con il tasto destro del mouse, selezionate quindi “Copia”. Fatto ciò, andate a cercarvi il drive al quale dovete assegnare ora la vostra icona. Cliccateci sopra con il tasto destro del  mouse e passate a “Informazioni” o una funzione relativa alle proprietà di questo disco. Apparirà una finestra con tutte le informazioni e tags. Cliccate con il tasto sinistro sull’icona del drive. Adesso che è selezionato, premete “Command” insieme a “V”. Nel caso verrà richiesto di inserire la password del sistema. Alla fine dell’operazione, l’icona verrà cambiata. Se non succede nulla, è probabile che l’icona è ritenuta incompatibile dal sistema, magari vi converrà tentare di modificarla precedentemente.
Se l’icona non vi piace, potete sempre ritornare nelle informazioni, cliccarla e premere il tasto “DEL”. Questo eliminerà l’icona personalizzata e la rimpiazzerà con quella di default.

PC All in One con Android

Sembra che ci sia una nicchia che sta raccogliendo sempre più curiosi: gli All in One ( grandi schermi con tutto installato al suo interno ) equipaggiati di sistema operativo Android. Cosa c’è di meglio dal mondo mobile se non un mostro da oltre 500 euro di costo che può offrire oltre il 1000% di un normale Tablet munito di Android? Forse in superficie sembra utile, ma in realtà è una soluzione estremamente anti-economica.
Detto chiaramente, un PC munito di Android non può competere direttamente con uno munito di Windows. Non può competere con uno standard che è presente sul mercato da molto più tempo, con una compatibilità assai più vasta di un sistema operativo creato per i campi mobile. I vari “Android Desktop” sono solamente dei Tablet in formato XXL, con nulla di più da offrire se non uno schermo ed una tastiera più grande. Al giorno d’oggi, se proprio desiderate un sistema All In One capace di avere anche Android al suo fianco, potete sempre scegliere di emulare quello che è necessario per voi.
Va detto con precisione che Android non è stato mai designato per lavorare su schermi di grandi dimensioni. Lo si vede bene su display dai 7  agli 11 pollici, ma come cominciamo a toccare anche i 20 pollici, le cose iniziano a complicarsi esponenzialmente. Android funziona esattamente così come lo vedete su un cellulare e quindi non potete avere più Apps in più finestre. Inoltre, anche se il supporto per la tastiera è decente, lo stesso non si può dire per il mouse. Il concetto del “click destro/click sinistro” è completamente estraneo al modo in cui funziona Android.
Va bene, ma allora perché esistono questi sistemi? Semplicemente sono nati insieme agli Ultrabook o ai sistemi che combinano un tablet che fa da schermo inserito in un Hub insieme ad una tastiera e mouse bluetooth. Quando è necessario, basta staccare il tablet e continuare a lavorare. Questo è il sistema ideale per un’idea del genere.
Se preferite qualcosa di simile, potete sempre puntare su un sistema Chromebook, o Chrome OS. È qualcosa di più vicino a Windows ma non troppo, ed offre un ottimo supporto per le Apps fatte per Android.

La ricerca Google dalla Tastiera

Google si sta avvicinando sempre di più ad un comportamento da Apple, la sua tastiera ufficiale, Google Keyboard o tastiera Google che sia, è diventata ora GBoard. Nell’ambiente iPhone, GBoard è già presente da un po’ di tempo. Ed ora è il turno di Android. Non avete ancora GBoard? Potete cercarla nel Google Play Store o nel sito APKMirror, che contiene praticamente qualsiasi App di cui abbiate bisogno.

GBoard su Play Store ( https://play.google.com/store/apps/details?id=com.google.android.inputmethod.latin ).

GBoard su APKMirror ( http://www.apkmirror.com/apk/google-inc/gboard/gboard-6-0-68-141944373-release/ ). Fate caso che per quest’ultimo è importante selezionare la versione giusta in base al vostro processore, se è 64 o 32bit. Perciò controllate prima che tipo di CPU avete.

Adesso è tempo di aprire le impostazioni. Per farlo, basta che andiate in qualsiasi programma che vi richiederà l’uso della tastiera e tener premuto a lungo il dito sulla sinistra di Spazio. Vedrete l’icona di un ingranaggio, passate il dito sopra a quell’icona. Si aprirà un piccolo menù nel quale potete selezionare le impostazioni di GBoard.
All’interno delle impostazioni troverete tutto quello che serve per abilitare la ricerca di Google ( o Google Search ) o disabilitarla. E non solo, potete finemente personalizzare parecchi degli aspetti che riguardano la tastiera, così da ottimizzarla a seconda del vostro stile di scrittura. È importante abilitare anche il pulsante “G” per quel che riguarda le ricerche di Google.
Nulla toglie che adesso il comportamento della tastiera sia leggermente cambiato. Se avete abilitato anche il pulsante “G”, significa che adesso la tastiera cercherà di adattarsi a ciò che inserite per offrirvi sempre una ricerca rapida. Ad esempio, mentre state scrivendo qualche parola, potete premere sul pulsante “G” che appare sulla sinistra dello schermo per aprire una ricerca attinente a quella parola. È certamente utile se avete una curiosità che volete soddisfare al volo riguardo a qualcosa. I risultati della ricerca sono già ottimizzati per essere visti velocemente e possono anche essere condivisi al volo.

Vantaggi e Svantaggi dello Smartwatch

È una delle ultime manie del momento, che cerca di rinnovarsi ogni volta che l’interesse cala. Stiamo parlando degli Smartwatch, un prodotto che concentra parecchie delle tecnologie di oggi in meno di 3 pollici di dimensione totale.

Uno Smartwatch

Ma vale la pena averne uno? Quali sono i vantaggi di avere uno Smartwatch? Eccoli:

  • Con uno Smartwatch possiamo tener conto della nostra salute, vedendo i passi che facciamo ogni giorno e quanta attività abbiamo compiuto durante un tale periodo. Può essere un valido compagno verso un fisico migliore.
  • Può assorbire alcuni degli scopi che diamo solitamente al nostro cellulare, come la sveglia o ricordare i nostri impegni quotidiani. In questo modo possiamo organizzare meglio alcune cose sullo smartphone, magari facendogli nel frattempo risparmiare un po’ di batteria.
  • Con Android Wear 2 è possibile installare delle Apps direttamente sullo Smartwatch, senza passare per il nostro smartphone. Questo ci renderà partecipi a parecchie evoluzioni creative in tema di orologi intelligenti.
  • Se avete uno Smartwatch Apple, alcune delle funzioni esclusive che hanno per la nostra salute possono darci uno stile di vita leggermente migliore.

Parliamo ora di ciò che uno Smartwatch non sa ancora fare bene, nonostante il suo scopo:

  • La batteria non dura quanto un orologio “vecchio stile”, alla fin fine va detto che bisogna caricare almeno una volta ogni tanto il nostro Smartwatch, tutte quelle funzioni richiedono un sacco di energia. Sul lungo periodo può infastidire chi sta usando questo prodotto come un semplice orologio.
  • Lo schermo non è adatto a tutti. Avete provato a maneggiare un Touchscreen di nemmeno 2 pollici di dimensione? Spesso si premono funzioni che non desideriamo affatto ed è stata resa disponibile anche la possibilità di usare una tastiera attraverso Android Wear 2. Di certo premere ogni singolo tasto è piuttosto impegnativo.
  • Il riconoscimento vocale non è ancora perfetto, questo dovuto soprattutto alle dimensioni ultra-contenute di ogni Smartwatch.

In generale uno Smartwatch può essere utile se abbiamo tanti scopi da compiere ogni giorno, come tener conto della nostra salute e delegare qualche funzione che di solito è sul nostro smartphone a questo dispositivo, come fare da sveglia o ricordarci alcuni impegni. Ricordiamoci sempre che l’acquisto di un tale oggetto è relativo alle nostre esigenze e ciò che abbiamo in mente di fare e non perché è una nuova moda! Se abbiamo intenzione di controllare soltanto che ore sono, possiamo sempre interessarci ad un orologio dal look moderno che faccia solo questo.

Non solo giochi con la Realtà Virtuale

VR è l’acronimo di Virtual Reality ( La Realtà Virtuale ). Esiste già da molto tempo, ma ora che è diventata abbastanza evoluta da mostrare grandi ambienti dettagliati ed è accessibile ( quasi ) a tutti, sembra ovvio pensare ad alcuni futuri utilizzi che diventeranno man mano sempre più possibili negli anni. Quindi che tipo di utilizzi utili può offrire la realtà virtuale?
Per usi militari: non è una cosa nuova, se è per questo anche i videogiochi come Doom 2 sono stati sperimentati per dare ai soldati qualche nozione in più prima della vera esperienza. Si sta già utilizzando la realtà virtuale per simulare il paracadutismo e alcune delle fondamentali procedure da effettuare in più situazioni di battaglia. Parte della tecnologia della realtà virtuale verrà utilizzata anche per capire al volo dove sono le ferite più gravi dei soldati, in base a dei sensori che vengono integrati nella divisa.
Per usi medicinali: insegnare agli studenti come effettuare un’operazione chirurgica è ora più pratico e con costi più contenuti, senza il bisogno di comprare importanti apparecchiature da decine di migliaia di euro. Nonostante ciò, questo non è il solo uso, si possono trattare i pazienti con vari problemi psicologici e fisici, come la depressione ed altri tipi di handicap.
Per l’arte: basta una piccola stanza, un paio di accessori e gli occhialoni VR, questo è tutto quello che è necessario per iniziare a disegnare in 3D. È una pratica che per il momento sta iniziando nel piccolo, ma ben presto diventerà un campo a sé stante per creare opere in realtà virtuale.
Per l’educazione: pare ovvio che con gli occhiali VR sarà possibile visitare musei ed effettuare gite virtuali per mondi che altrimenti sarebbero impossibili da visitare di persona. Un viaggio nel corpo umano, una passeggiata sulla luna e tutto insieme ai propri studenti ed insegnanti.
Per l’architettura: vedere la propria casa già costruita e con i propri mobili al loro posto diventerà più facile. Oltre ciò, sarà anche possibile pensare ad un programma che ci farà capire meglio dove piazzare il divano che acquisteremo o dove sta meglio la nuova TV.
Per il social: vedere i nostri amici in chat ora è decisamente più reale che mai, anche se virtuale. In futuro sarà possibile vedere la persona fisica mentre parliamo o fare delle altre cose con altri social network. Mark Zuckerberg ha già preso un notevole interesse in questa possibilità.

Ecco Tutti i Dettagli sul Nokia 6

Sembra che Nokia voglia tornare sul mercato con un bel botto, ha già mostrato il nuovo 3310 e adesso si parla del Nokia 6. Ecco tutto ciò che sappiamo sull’argomento.
Quando verrà rilasciato? Si parla della secondo trimestre, quindi dal periodo da Aprile a Giugno. Quanto costerà? I prezzi europei non sono ancora stati resi noti, ma quelli americani sì. Il prezzo starebbe sui 240 dollari per la versione normale e 315 per la versione speciale. Di regola basta farsi un paio di conti a livello tasse e dogana per capire come finiranno i prezzi in Italia ( circa 299/349 euro ) ma per il momento ancora nulla è definitivo. Come si presenta? Cosa non affatto strana, il Nokia 6 sembra concentrato sulla resistenza. Un corpo in alluminio integrale ad alta resistenza con Gorilla Glass 3, con un design che ricorda molto un prodotto Samsung o LG. Niente di particolarmente speciale insomma, ma le colorazioni disponibili ( nero, argento, blu e rame ) sono perlomeno interessanti. L’edizione speciale Arte ha una colorazione “Piano Black” che è a specchio. Con quale sistema operativo sarà equipaggiato? Android Nougat, ovvero 7. Avrà ben poche modifiche, perciò è quasi simile all’Android Stock. Come sono le caratteristiche? Display IPS LCD Full HD da 5.5 pollici con processore Snapdragon 430 Octa-core, il tutto unito con 3GB di RAM e 32GB di memoria interna. La batteria non rimovibile offre almeno 3.000mAh di potenza totale. Una composizione di tutto rispetto, anche se non esagerata. La versione speciale Arte ha a disposizione 4GB di RAM e 64GB di memoria interna. Il tutto si può espandere con una MicroSD. Parlando della fotocamera, possiamo trovare ben 16Mpx di potenza totale con un Dual LED e autofocus. La fotocamera avrà capacità molto spiccate in ambienti poveri di luce. Per quel che riguarda il comparto audio, il Nokia 6 avrà due casse acustiche e un paio di microfoni per filtrare il rumore di sottofondo e migliorare la qualità di chiamata in generale.
Si può dire che in generale il Nokia 6 sarà uno Smartphone interessante, mirato naturalmente agli appassionati della marca e a chi desidera un dispositivo di fascia media ad un prezzo molto interessante.

Installare MacOS Sierra su Hard Disk Esterno

Volete portarvi dietro MacOS Sierra in una pennetta o in un piccolo hard disk personalizzato pronto per l’uso? Ecco una piccola guida per iniziare ad inserire l’ultimo sistema operativo marchiato Apple in un drive esterno.
Da sapere che naturalmente questo sistema non vi darà la possibilità di far funzionare MacOS Sierra in vari PC, piuttosto vi darà la possibilità di farlo funzionare su diversi Mac. Per far funzionare MacOS su un PC normale bisogna attuare una grossa quantità di modifiche.
Ecco di cosa abbiamo bisogno:

  • Un qualsiasi hard disk che può almeno offrire 16GB di spazio disponibile ( si, anche le PenDrive! ) perciò una misura veramente comoda sono le penne da 32Gb.
  • Scaricare l’installer di MacOS Sierra. È possibile scaricare quel programma solo attraverso l’App Store. Cercate MacOS Sierra direttamente da lì.

Fatto ciò, iniziate a formattare il vostro hard disk nel formato adatto. Cercate l’utilità ( utility ) disco fra i vostri programmi di MacOS. Una volta avviato, selezionate pure il vostro drive sulla sinistra.
Disattivate il vostro hard disk. Questa funzione cambia in base alla versione dell’utilità disco, ma di regola si chiama così. Potete trovare il pulsante vicino ad “Informazioni”. Selezionate poi tutto il contenuto dell’hard disk ( assicuratevi che sia sempre quello, poiché a breve formatteremo tutto ).
Adesso dobbiamo formattare l’hard disk. Generalmente il pulsante per fare ciò è “Inizializza”. Come nome, dategli pure quello che preferite, in formato specificate “Mac OS Esteso ( journaled )” e in schema “Mappa partizione GUID”. Date conferma ed aspettate.
Adesso è tempo di installare MacOS Sierra nel vostro hard disk esterno. L’installer del sistema operativo è presente nelle vostre Apps/Applicazioni. Avviato l’installer, mandate pure avanti. Quando vi verrà data la scelta del drive per l’installazione, specificate di vedere tutti i drive, apparirà anche quello che abbiamo appena formattato. Selezionatelo e inserite la password se richiesta.
L’operazione richiederà un po’ di tempo, alla fine vi verrà richiesto di riavviare il vostro Mac. MacOS Sierra partirà direttamente dall’hard disk esterno, dandovi la possibilità di essere personalizzato a fondo.
Adesso però, è tempo di cambiare alcune essenziali impostazioni, la preferenza di avvio è cambiata, e prediligerà sempre il vostro hard disk esterno. Questo non deve rimanere tale.
Andate nelle impostazioni di sistema e cercate la funzione “Disco di Avvio”, cambiatelo con priorità sul vostro hard disk principale.
Ora, come possiamo avviare il Mac con il nostro hard disk esterno? Semplice! Quando accendete il vostro Mac, tenete premuto il pulsante di accensione ed il pulsante “Opzione”. Questo vi darà la selezione del vostro hard disk principale, del recovery e del drive esterno che avete preparato apposta. Da quel punto potete avviare tranquillamente MacOS Sierra come avete predisposto.

Le Migliori App Contapassi o Pedometro per Android

Cos’è un pedometro? Chiamato anche Contapassi, si tratta di una funzione integrata in parecchi smartphone odierni per calcolare quanti passi effettuiamo ogni giorno. Camminare fa bene alla salute, perciò vediamo quali sono i migliori programmi su Android per capire quanto bruciamo nelle nostre passeggiate per rimettere la linea al suo posto.
Conta Passi della Pacerhttps://play.google.com/store/apps/details?id=cc.pacer.androidapp ). Se c’è qualcosa di buon dettaglio e qualità, è questa app. Si tratta di un programma che conta tutti i nostri passi, le distanze che percorriamo, e ci da la possibilità di impostare un traguardo variato sui nostri desideri. È molto utile e pieno di impostazioni, nulla manca che possiamo anche pagare per le funzioni più avanzate, ma la base è gratuita.
Accupedohttps://play.google.com/store/apps/details?id=com.corusen.accupedo.te ). Se il nome dell’app vi da come consiglio un titolo “accurato”, proprio quello che fa questa applicazione. Accupedo massimizza la precisione del sensore pedometro del vostro cellulare ( se ve ne è uno ) e incrementa l’accuratezza generale di tutti i passi che facciamo. Ha inoltre un preciso calcolo effettuato in base all’altezza, il sesso, ed il peso di partenza. Un eccellente programma da chi preferisce la precisione.
Pedometro della Tayutauhttps://play.google.com/store/apps/details?id=com.tayu.tau.pedometer ). Così come tutti i software qui presentati, questo conta i nostri passi, ma in più ci dice quante calorie abbiamo bruciato. Certo, il calcolo è un po’ relativo ( probabilmente non calcola se siamo in salita o discesa ) ma è di un uso estremamente semplice e non manca mai di visualizzare in grandi linee ciò che abbiamo fatto in data odierna.
Noom Walkhttps://play.google.com/store/apps/details?id=com.noom.walk ). Il vostro cellulare non ha un GPS funzionale? Non ha un sensore pedometro? Quando usate una app simile la vostra batteria piange? Nessun problema. Noom Walk è un programma che non usa GPS o sensori aggiuntivi, prende uso solo dell’accelerometro interno per calcolare i passi effettuati. È perciò un pedometro che non consuma molta batteria, ed è decentemente preciso.
Una di queste app è quella che è entrata per prima sul mio smartphone, per me uno strumento insostituibile.

Aggiungere le Mods in Skyrim

Skyrim è uscito di nuovo nella sua versione speciale e questa ha delle qualità particolari per le console, è possibile infatti installare delle mods all’interno del gioco.
Ma cos’è una “Mod”? Questo fattore è sempre stato piuttosto sconosciuto per chi ha giocato sempre con le console. Una mod è un contenuto creato da altre persone per aumentare l’esperienza di gioco aggiungendo poteri, oggetti, persone ed altro che normalmente non possiamo ottenere. Vediamo perciò come fare per installarle.
Prestate attenzione quando installate una mod, infatti queste ultime possono rendere instabile il vostro gioco o rovinare alcuni dettagli. Sono pur sempre contenuti non ufficiali, creati in maniera amatoriale. Tenendo perciò conto dei rischi, potete procedere.
Prima di tutto abbiamo bisogno di un account Bethesda. Possiamo crearne uno da qui ( https://account.bethesda.net ).
Il metodo di inserimento delle Mods è uguale sia per Playstation 4 che per Xbox One. Aprite il gioco ed accedete al menù principale, nel quale possiamo trovare la scelta “Mods”. Effettuate il login attraverso il vostro account Bethesda e leggete il messaggio che vi verrà presentato subito dopo.
La lista delle mods disponibili apparirà quasi immediatamente, anche se dipende dalla connessione. Ecco qualche consiglio su quali scegliere:

  • Generalmente le Mods più votate sono quelle che hanno meno sorprese o problemi, perciò cercate di puntare sempre su quelle. Alternativamente, tenete conto dell’autore delle Mods più funzionali, se ne rilascia di nuove sapete già che sono lavorate bene.
  • Più le Mods sono complicate, maggiore è la possibilità che qualcosa vada storto. Una mod che cambia il colore dei capelli di chi vogliamo, è meno pericoloso di una che ci permette di cavalcare qualsiasi cosa nel gioco.
  • Ed ovviamente, più mods sono attive, maggiore è la possibilità di creare instabilità. Non mescolate troppe Mod assurde (ad esempio: Star Wars con draghi pony) e andrà tutto ugualmente bene.

Ricordo in passato di quanto facessi uso delle mods nei giochi più vecchi, quelli che non avevano più aggiornamenti e che volevo sempre attuali, tipo quelli dei campionati di Formula 1.